
Chi è? Dimmi. Quanto manca alla fine del mondo? Allora posso non smettere di fumare. Dire di sì, fai come credi. Io ho già smesso di mettere a posto casa mia.
Quel che conta è che di tanto in tanto ti batta forte il cuore. Dici è. Dico: non importa tanto che fai le cose come andrebbero fatte, come immagini che andrebbero fatte. Quello che conta è che ogni tanto senti che ti pompa forte il cuore.
No, non tipo fiatone. Ok. Poco professionale però.
La pioggia scende fitta, come in un film dove non smette mai di piovere. Temperature al minimo. Lei o lui, non vedo bene, ha i capelli completamente bagnati, gli scorre l’acqua giù dalle orecchie come da una grondaia. Bang, bang: spara. E quell’altro o quell’altra, non vedo bene, va giù. Il sangue gli scorre fuori e si slava nell’acqua sull’asfalto. Forse sono l’unico ad avere visto. Ma non seguirò questa pista, la vita degli altri non mi interessa più di tanto, se l’ha ucciso aveva un suo motivo, spero solo che gli battesse forte il cuore.
Riprendo il cellulare fra le mani. Ma non telefono, guardo il numero ma non telefono.
Questa sera non ho mangiato e il cervello mi vibra come un pezzo di Badalamenti.
E poi che differenza sarà mai, oggi o domani, sarebbe morto lo stesso.
Vado dritto, passo il ponte, imbocco la metro. Quanto fa la birra? Dammene un’altra.
Anonimo sale in moto. E’ come un fumetto. La moto è rossa e bianca e Anonimo si guarda intorno, non ingrana bene la marcia, fa un rumore forzato e poi schizza via lasciando della gomma sull’asfalto.
Oggi non piove più. Dietro la tenda la coppia continua a ballare il suo boogie woogie. Personaggio Principale brucia le riviste che trova in giro per la stanza si vuole scaldare mentre guarda la coppia che balla il suo boogie woogie, ma sta per succedere qualcosa.
Mi sveglio. Di nuovo il sogno del boogie woogie, di nuovo il sogno misterioso della moto. Non piove ma sono le 5 del pomeriggio e ormai la giornata è compromessa.
Ciao. No, non sto facendo niente sono in giro. Mi si è compromessa la giornata. Altro da aggiungere? Altro, grazie. Passa un cane che mi chiede del cibo. Sempre fame voi, è? Bau. Vaffanculo vai da un altra parte, io ho solo una birra e non te la darei comunque. Di nuovo lei, o lui, non capisco bene. Mi guarda. Mi guardo in giro: il marciapiede, il cane che se ne va, gli alberi sopra di me. Bang, bang. Cazzo, sgrondo sangue su un’aiuola. Gli alberi girano intorno, girano forte. La birra cadendo non si è rotta, ma non è questo il punto. Il punto è che sto morendo dissanguato. Torna il cane e inizia a mordicchiare la ferita, bleah. Sciò, sciò, chiama un’ambulanza, cagnaccio.