Libri, Lepidezze postribolari di Daniele Luttazzi

Febbraio 10, 2008

Un libro da non sottovalutare. Certo, gran parte delle gag perderanno di interesse nel tempo perche’ riferite a precisi contesti politici che stanno già cambiando o che sono superati, ma alcuni capitoli sono destinati a rimanere.

Forse il trattato sulla verità della risata (p.282 e seguenti) risulta un po’ troppo criptico per essere utile, ma ci sono altri passi davvero illuminanti.

Ad esempio la riflessione sull’autocensura. Il comico secondo Luttazzi, non solo non deve mai autocensurarsi ma deve anche fare battute che ideologicamente non condivide, se lo fanno ridere.
Per Luttazzi infatti l’unico criterio che guida il comico è la propria risata.
Se una cosa lo fa ridere, la dice. In questo modo si superano anche le barriere del Super-Io, si dice tutto ciò che fa ridere anche se non lo si condivide. Il meccanismo comico insomma beffa il Super-Io e sarebbe uno spreco censurare tutto questo materiale eccezionalmente umoristico, no?

Molto acuta la parte in cui si capisce, fra le righe, un attacco a Beppe Grillo, o comunque a quel modo nuovo di usare la satira per un fine politico preciso. La satira, spiega Luttazzi, è la critica al potere e il satiro, per rimanere credibile, deve rimanere sempre lontano dal potere, perchè questa è la sua definizione. Insomma quella del satiro potente è un paradosso inconciliabile.

2 Risposte a “Libri, Lepidezze postribolari di Daniele Luttazzi”

  1. enzo Dice:

    Il problema di Grillo non è che fa politica con la satira, ma che usa la politica per fare spettacolo. E’ l’altra faccia di Berlusconi che usa lo spettacolo per far politica.

  2. Giovanni Dice:

    Beh, l’ho letto anche io… e devo dire che ho trovato molto fuori luogo il saggio sulla satira.

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