Associazione stampa romana, un’istituzione inutile e odiosa

Aprile 28, 2008

Iscriversi all’Associazione stampa romana potrebbe sembrare un’idea intelligente. Fa piacere avere un sindacato che ti aiuta e ti consiglia, no?

Bisogna investire un po’ di soldini ogni anno, ma essere rappresentati ha un costo, giustamente. Poi quando hai bisogno di chiamare qualcuno in Associazione passi il pomeriggio al telefono perchè “l’interno selezionato non risponde” anche se in effetti è gradevole ascoltare “Per elisa” in versione monotonica per tre quarti d’ora.

Finalmente la linea. “Direttrice Ninfa Paoli come mai la convenzione con il fiscalista è aumentata di 180 euro in un anno?”

Direttrice Ninfa Paoli: “Non si preoccupi quest’anno c’è il CAF che si occupa dell’IVA con una nuova convenzione”.

Svariate settimane e migliaia di telefonate dopo, il CAF riesce finalmente a comunicarmi il fantastico prezzo della convenzione stipulata con l’Associazione stampa romana: 960 euro. Cinquecento euro in più della convenzione rincarata di 180 euro con il fiscalista.

Decine di telefonate più tardi…

“Direttrice Ninfa Paoli il CAF mi ha comunicato le cifre convenzione…”

Direttrice Associazione stampa romana: “Che strano… Non abbiamo mai avuto prezzi così alti”

“Guardi che lei mi ha detto che è il primo anno che il CAF si occupa dell’Iva”

Direttrice Associazione stampa romana: “Ah, l’Iva. Ha provato a fare una ricerca di mercato?”

“E allora perchè dovrei essere nell’associazione?”

Direttrice Associazione stampa romana: “Comunque erano 10 anni che il fiscalista non aumentava i prezzi e poi è una sua esigenza avere la partita iva, non glielo abbiamo detto noi di aprirla”.

Il discorso a questo punto si piega un po’ in se stesso e la Direttrice pensa bene di troncarlo sbattendomi il telefono.

Ora fra me e l’Associazione stampa romana si frappone di nuovo un ora di risponditore automatico “Per Elisa”.

La maleducazione al potere.

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5 Risposte a “Associazione stampa romana, un’istituzione inutile e odiosa”

  1. Ninfa Paoli Dice:

    Caro Eugenio (peccato non ci sia il cognome), giornalista a cui piacciono le ciliegie e le castagne (che notizia interessante!!!!) credo che lei debba togliere questa inutile e falsa conversazione telefenica che ha scritto sul suo volgare blog, in quanto oltre ad essere, appunto, falsa, danneggia la sua figura professionale, e, come cittadino, la ridicolizza. Ci si iscrive al sindacato per avere il fiscalista? o è solo un servizio alternativo a quello che già c’è sul mercato? un iscritto può indignarsi se non venisse affiancato dal suo sindacato per una vertenza, per una trattativa con il giornale in cui scrive, non per un servizio che può avere vari tipi di consulenze in ogni angolo del Paese. Lei fa il giornalista free lance in Svizzera? vuole restituire la tessera? lo faccia pure di professionisti che hanno questo tipo di blog se ne può fare sinceramente a meno, per il mondo giornalistico non è una gran perdita. La saluto e le auguro un impegno che la distolga da queste superflue beghe fanciullesche.

  2. e Dice:

    Gentile Ninfa Paoli,
    grazie per essere intervenuta. Immagino che per qualche motivo non si sia accorta che la sua argomentazione contro quanto ho scritto sia tautologica.

    Oltre a questo, lei giudica il mio blog “volgare”, mi piacerebbe capire il motivo di questa opinione, che comunque rispetto.

    Male invece la sua definizione di “bega fanciullesca” circa la questione del fiscalista, se mai si tratta di una bega venale, ma comunque tutto il contesto, con tanto di telefono sbattuto in faccia, pone lei e non me nella categoria dei comportamenti infantili. E in ogni caso il danno e la perdita di tempo l’ho avuta io, non lei.

    Riguardo alla sua ironia circa la mia identità, le rispondo che ovviamente non son tenuto a dichiarare la mia identità su internet, evidentemente non e’ a conoscenza della normativa a riguardo. In ogni caso, soddisfo la sua curiosità: mi chiamo Orsi di cognome.

    Infine, mi piacerebbe davvero capire perche’ dovrei rimuovere il mio post, il sindacato ora si occupa di censura?

  3. Ninfa Paoli Dice:

    Sulla volgarità non è una opinione personale, un blog dove c’è turpiloquio è oggettivamente deprecabile. Per il resto… la sua risposta e tutto quanto scritto sull’argomento è opinabile, come ad esempio sulla normativa. Sulla sua identità? la mia è lì da aprile e non ha avuto nessuna autorizzazione a farlo. Si documenti prima di ricevere qualche querela.

  4. e Dice:

    Gentile Ninfa Paoli,
    forse confonde il mio blog con quello di un altro, il mio blog non tende al turpiloquio in nessuna maniera.

    Sulla questione dell’identità non so di cosa stia parlando.

    Un saluto.

  5. Ninfa Paoli Dice:

    appunto, lei non sa.


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