Sul coraggio (aggiornato)

Ottobre 21, 2008

Per qualche motivo che ancora non conosco [1], facciamo meno fatica a rischiare la vita per gioco che per davvero.

Nella foto, 29 settembre 2008, James Pearson nella prima salita di Walk of life, 7a, E12; in stile tradizionale. Secondo alcuni osservatori una delle vie più difficili e pericolose al mondo.via

[1] Ripensandoci parrebbe che il motivo sia che sia più “facile” rischiarla per gioco che per davvero. Potrebbe dipendere dalla differenza fra rischio e pericolo. Il primo si riferirebbe al gioco, il secondo alla vita. E’ curioso notare come, di fatto, sembrerebbe più facile perdere la vita per gioco che per davvero.

Aggiornamento

1 . Aggiunta la nota uno.

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6 Risposte a “Sul coraggio (aggiornato)”

  1. ALFREDO Dice:

    Perché la vita è un gioco-di-limite che fa l’infinito.
    Se la prendi sul serio ti dimentichi di chi sei veramente ed hai paura di morire.
    Se sai che è un gioco, non ti diverti più ad aver paura.

  2. e Dice:

    non ho capito

  3. ALFREDO Dice:

    Se non hai capito, vuol dire che ti sei dimenticato chi sei e che ti sei perfettamente immedesimato nel gioco-di-limite che l’infinito sta giocando.

  4. e Dice:

    Non capisco i soggetti della discussione. Parrebbe di desumere che la tua filosofia implichi un infinito in grado di interagire deliberatamente con l’uomo?

  5. ALFREDO Dice:

    “Interagire” non è il termine esatto.

    Quando tu giochi a scacchi con passione, come hai scritto su un altro post sopra, ti immedesimi nei pezzi e soffri veramente quando vieni “mangiato”, come pure gioisci quando “mangi”.

    Se tu, per gli scacchi, sei l’infinito, non si può certo dire, dal tuo punto di vista, che interagisci con quei pezzi di legno torniti.

    Ma se la “torre nera” avesse un barlume di consapevolezza e sapesse di essere la torre nera del gioco che tu (infinito) stai giocando, lo dovrebbe esclusivamente a te che gliel’hai data, questa consapevolezza. Quindi, poiché la torre nera sa che la sua consapevolezza conicide con la tua, allora non ha più motivo di soffrire quando viene mangiata, perché sa che è solo un gioco, in cui, il termine “mangiare” non ha lo stesso significato di morire.

    Non riesco a spiegarmi meglio di così….


  6. [...] Teoria e pratica del trekking filosofico Ottobre 23, 2008 0 . Il trekking filosofico è come un gioco, ma a differenza di un gioco si può morire davvero (esempio[1]). [...]


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