Archivio per il 'Amsterdam'Categoria

Amstedamblog.info

Marzo 25, 2008

E’ on line da una decina di giorni Amsterdamblog.info il mio primo blog messo in piedi completamente da zero.

Per l’hosting ho scelto Bluehost, non è il più economico, ma il servizio sembra all’altezza. Fra l’altro il supporto telefonico è efficientissimo (in inglese però).

Come software ho scelto (ovviamente) WordPress e in un sottodominio ho installato Drupal per eventuali pagine statiche.

Ho subito chiesto agli amici un po’ di backlink (grazie a tutti!) ma ancora sono giustamente in sandbox. Credo servirà almeno ancora un mese.

Per ora di importante non ho fatto altro, se non cercare di aggiornare il blog quotidianamente.

Come cattuare i topi

Maggio 28, 2007

Ecco un famoso topino di Amsterdam catturato e rilasciato a Vondelpark (il parco di fronte a casa). Secondo dati statistici il topo troverà la strada di casa in meno di 3 tre ore.

Shellac at Paradiso

Maggio 23, 2007

jennypiccalo 23/05/07 22:43
ci metti poco a rispondere
eugenio 23/05/07 22:43
sono tornato ora dagli shellac
jennypiccalo 23/05/07 22:43
occazzo
23/05/07 22:43
com’era???
23/05/07 22:43
invidia
23/05/07 22:43
io sto male
eugenio 23/05/07 22:44
allora
23/05/07 22:44
lui:
23/05/07 22:44
pizza, birra, panini!
jennypiccalo 23/05/07 22:44
?
eugenio 23/05/07 22:44
sembrava il tipo dei panini del treno insomma
23/05/07 22:44
come stile dico
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Cavallo

Maggio 5, 2007

Ho appena visto una tipa che portava al guinzaglio un cavallo al parchetto. a posto cosi’

Queen’s day, il mondo dei bambini e lo specchio di questo mondo

Maggio 1, 2007

La Queen’s Night è stata una serata all’insegna del divertimento in stile pellegrinaggio-Ryan-air-nella-capitale-europea. Non vado oltre nella descrizione. La rivelazione è stata invece il giorno seguente, il Queen’s Day in Wonderpark, uno dei principali parchi della città. E’ stata un’esperienza commuovente e fortemente esplicativa al tempo stesso.

wondrepark.jpg

mercatino.jpg

Cerco di spiegare quello che non si capisce dalle foto. Ai margini della strada che perimetra il parco si avvicendano, senza soluzione di continuità, mercatini dell’usato. In vendita c’è un po’ tutto, vestiti, giochi, vhs, soprattutto oggetti senza inacquistabili probabilmente gli stessi ogni anno che vengono reimpacchettati e messi in cantina in attesa di un nuovo Queen’s Day.

Eppure non e’ il mercatino il protagonista della festa.

I protagonisti della festa sono le famiglie, l’economia in senso simbolico e la creatività individuale. E, soprattutto, è il momento dei bambini. E’ un momento in cui il parco che ospita la festa si trasforma in una realtà separata, creata sui temi del mondo infantile, ma comunque regolata da un economia di stampo monetario (il baratto non funziona).

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Paper airplane first attempt

Aprile 21, 2007

immagine-6.jpg
I hope it’s going better before the Queen’s day

Primavera ad Amsterdam

Aprile 18, 2007

Ad Amsterdam fa buio sempre più tardi, alle nove il cielo è ancora blu livido e bisogna aspettare un altro poco prima che arrivi la notte. La primavera ha riversato la gente per strada: stare all’aria aperta per gli olandesi è una specie di bisogno fisiologico. Mettono le sedie davanti alla porta di casa e si godono la serata, come ancora succede da noi al Sud, ma qui molto di più ed è un abitudine che riguarda tutti, non solo gli anziani.
Qualsiasi elemento naturale è in fiore, ci sono ciliegi tinti di rosa un po’ ovunque. Tutto sembra rinforzare l’immagine di questa città-modello che sembra sottratta alla Storia e consegnata all’immaginario.
Oggi sono stato in uno squat-sauna dove con 9 euro ho fatto la sauna, il bagno turco, preso un te’ e letto il giornale. La gente se ne sta nuda a rilassarsi e, ad esclusione del lunedi’ che la sauna e’ solo per le donne, gli altri giorni sono misti e il mercoledi’ e il venerdi’ si puo’ fumare.
Nel complesso sembra di essere la società del tempo libero. L’arte e i festival sembrano essere l’unica vera preoccupazione, l’unica cosa in cui ci si mette di impegno qui. Il tasso di nevrosi collettiva e’ infimo e al piu’ viene sfogato contro i turisti che vagano a piedi nelle sacre piste ciclabili. Gli automobilisti sono piu’ tranquilli ma se non attraversi sulle strisce si sentono in diritto di non frenare e di travolgerti, ma non si incazzano.
A volte ho la sensazione che nessuno lavori veramente, ho parlato con una ragazza che sono tre settimane che scrive payoff per la Levis, qualcuno va di tanto in tanto in ufficio a impaginare una rivista, ma soprattutto sono i parchi che attirano entusiasmo. Tutti arrivano con tovaglie, giochi e aperitivi e passano spensierati il pomeriggio.
Le donne arabe vanno in giro tutte velate e truccattissime, mentre le ragazze arabe fanno lo stesso ma stando in chiassose compagnie.
L’altro giorno sono rimasto intrappolato in una rissa di 14enni ispanici che che si sono presi a calci e a pugni per 2 minuti buoni nel parcheggio delle bici del supermercato, facendole cadere tutte tipo domino. Io avevo tutte le buste della spesa e la bici, quindi non potevo muovermi mentre vedevo uno di loro a terra pestato da tutti con pedate ben caricate. Come è iniziata, la rissa è finita improvvisamente e i ragazzetti sanguinanti, sembravano piu’ interessati a mostrare le loro ferite alle coetanee che a patire per il dolore. Si vede che anche i pugni in bocca fanno meno male ad Amsterdam.
Tornando a casa in bici ho visto un mutilato su una sedia a rotelle elettrica che superava con orgoglio, un altro tizio su una sedia a rotelle a mano. Non molto sportivo.
Aprire il conto corrente in Olanda è gratis e non ci sono spese. Internet te lo portano in due giorni con il cavo della tv.
La mia amica Ola che in questo periodo sta preparando delle bambole di pezza per la festa della Regina, mi ha tagliato i capelli.
Tuttosommato pero’, mi sto rompendo le palle.

Abroad

Marzo 4, 2007

veli.JPG

173 nationalities live in the city. In 2005 about 45% of the inhabitants of Amsterdam were born abroad or their parents came from foreign countries. About 70% of these Amsterdammers come from non-western countries (wikipedia)

Amsterdam Weekly

Febbraio 17, 2007

Just check out the Amsterdam Weekly for example. It’s a free press that you can find almost everywhere in the clubs, caffè… Try to download and read the quality of the articles. They are just the perfect mix of an intelligent point of view that never become heavy or boring. They like to speek about cultural events that are on going in the city, and off coure the calendar with the whatodo in in the city, and they have an eye always pointed on the creativity (find the “City Second” photo session who cool is in here narrative and poetic point of view). I think that the target of the mag is pretty wide, like 20-40. Anyway and I will not speek about how crazy is the fact that we don’t have nothing like this in in Rome, for example (Actually, as i kwon, the only young to-do-format mag in Rome is our 06blog.it, not paper anyway, and we are definitely not at the same level of content), but about the Weekly money come from. They are just independent, as they say. That astonished me a lot. I was quite sure that a kind a project need public found, but I was wrong. It seems they just run out with commercials. Beautiful.

Arabi, Iraq, libertà, giornalisiti, giuramenti e libri (all in one post)

Febbraio 13, 2007

I told before that I would have wrote in english but I’ll speek in italian ’cause I’m too tired, sorry.

Oggi ho parlato a lungo con Saita, un marocchino che vive in Olanda da molti anni la cui cifra comportamentale è quella di sorridere a tutto e dire che tutto e’ “very nice”.

Oggi l’ho visto per la prima volta parlare con concitazione, quasi spiritato direi, nel momento in cui la discussione è arrivata al tema Iraq. Sembrava quasi non riuscisse a resistere dal replicare i gesti con cui descriveva le immagini che tutti i media hanno dato degli sfondamenti delle porte, delle perquisizioni delle case civili, dei mitra puntati contro gente inerme. Pensavo a quelle immagini che avevamo visto entrambi, che abbiamo visto tutti, su Tv diverse ma uguali in tutto il mondo.

Ecco cosa si intende quando si parla di immaginario collettivo, ho pensato. Ma soprattutto ho pensato alla differenza di carica emotiva possono suscitare quelle immagini viste da un arabo piuttosto che viste da un Europeo come me. E non c’è dubbio che il tasso di shock è completamente diverso.

In ogni caso, scusate se salto di palo in frasca, l’aspetto piu’ rilevante della nostra discussione e’ stato che alla fine di tutto l’idea che piu’ ci ha convinto maggiormente entrambi, molto di piu’ dell’idea che la jihad e la politica di Bush sono egualmente condannabili (giudizio che Saita esprime a parole ma non con il cuore), è la necessita’ della lotta alla corruzione. Questo, chiaramente, e’ un tema sempre importante. Ma per i paesi islamici lo e’ ancora di piu’ dato che vivono con tassi di corruzione estremamente piu’ alti che in Europa.

Lasciando il tavolo della discussione mi ha seguito un pensiero corollario al problema della trasparenza e cioe’ sul senso profondo della liberta’ di stampa e di espressione in generale. Il problema di questo tipo di stati d’animo e’ che sono banali, certo, ma sono obiettivi per nulla scontati. Come giornalista dovrei sentire il peso morale di questa liberta’, di cui in qualche misura sono anche io garante. L’Ordine che mi ha conferito il tesserino che porto in tasca dovrebbe secondo me incarnare lo spirito di questa liberta’.

Purtroppo non e’ cosi’ e mi piacerebbe tantissimo che esistesse addirittura un giuramento per i giornalisti a difesa della liberta’. I medici ad esempio hanno un loro giuramento (gli avvocati non so). Peccato che l’Ordine a cui appartengo non sia che una pallida corporazione che nemmeno sa difendere gli interessi particolari di cui si ostina a farsi carico.

Ok, scusate, ho scritto di troppe cose tutte insieme. Per conclure questo mix, vi segnalo un libro consigliato da Shylock che comprero’ in settimana:

“Murder in Amsterdam: The Death of Theo Van Gogh and the Limits of Tolerance “(Penguin USA, 2006)