Archivio per il 'cinema'Categoria

Film, Gummo

Settembre 5, 2008

Con svariati anni di ritardo ho visto Gummo, rinomato film di Harmony Korine (lo sceneggiatore di Kids). Mi è piaciuto sì e no, e me ne sono fatto un giudizio doppio e abbastanza netto. E’ un film patinato ma allo stesso tempo profondo, superficiale e decorativo eppure intuitivo e poetico.

A voler esser cattivi, lo si potrebbe liquidare come film confezionato per diventare culto ai party universitari. Pretenzioso, alternativo nella misura in cui è portatore di un’estetica originale, ma autoreferenziale, pittato e in fondo carnevalesco nelle trovate più visionarie, come il bambino coniglio.

Inutile perdere tempo a cercare simbolismi, la cultura visiva è quella debordante del magazine lifestyle, fatta di esagerazioni che non cercano giustificazione.

Come dicevo però, questo appena descritto non è che il primo strato del film, la carta con cui è confezionato e viene venduto.

Sotto c’è qualcosa di più di un regista fighetto e introverso che pretende di farsi apprezzare senza esporsi ed essere se stesso. Al di là del manierismo e il glam pseudotutto, c’è una sensibilità vera, turbata e turbante, acerba e in parte inconsapevole.

Ecco allora tutto lo scenario postdisastro di un tornado che non ha solo distrutto i muri delle case, ma anche i muri mentali che contenevano la abnormità degli abitanti della cittadina di provincia in cui è ambientato il film.
E’ un’America profonda, deviata, morbosa, ma disperatamente e irriducibilmente umana (a tratti mi ha ricordato Freaks di Tod Browning).

Un’ultima osservazione sul modo in cui viene proposta la violenza. E’ un film violento, non c’è che dire, ma la violenza finisce di venire rappresentata nell’atto di compiersi senza mostrarne le conseguenze (i fratelli che si picchiano in faccia e continuano a ridere, il bambino coniglio “ammazzato” con pistole giocattolo che sparano a salve, il giornalista di gossip molestatore, ecc). Unica eccezione, la violenza contro gli animali: i gatti vengono trucidati e mostrati sino alla sovraesposizione.

***

Persepolis, il film

Luglio 14, 2008

Finalmente ho visto Persepolis. Con grande stupore devo ammettere che mi è piaciuto addirittura di più del fumetto, che pure è uno, se non il, mio fumetto preferito. L’aggiunta delle voci, dell’animazione e delle musiche rende ancora più intensa questa storia iraniana piena di pathos e ironia.
Lo dico? Lo dico: capolavoro.

****

American Gangster

Giugno 22, 2008

**** Capolavoro. Ridley Scott

Film, Juno (il film che Giuliano Ferrara non dovrebbe vedere)

Febbraio 24, 2008

Bello come la canzone dei Moldy Peaches, Anyone else but you, per cui verrà ricordato. Bello almeno quanto Ghost World, film con cui condivide il genere che ho appena inventato: IHM (Intelligent High School Movie).

Voto: ***

Film, la stanza del figlio

Febbraio 10, 2008

Per paura di affrontare un film angosciante, ho rimandato questa visione per anni. Per poi scoprire, come era prevedibile, che mi sbagliavo. Se l’arte, infatti, non è trascendente, non è arte. E Nanni Moretti da sempre ha dimostrato di essere un artista di spessore. Stupido io quindi a non avergli dato credito su questa sua opera.

Il finale è la parte che mi interessa di più. Come sempre nella poetica di Moretti il superamento delle crisi passa attraverso il gesto estremo ed epico che, ricondotto ai limiti della vita quotidiana, diventa delicata poesia dolce e in grado di ispirare.

C’è poi il consueto Moretti attore di cui non si riesce a distinguere l’uomo dal personaggio che l’ho trovato cresciuto con nevrosi ammorbidite dalla vita familiare (per una volta l’arte che descrive una famiglia non in crisi!), più saggio e umano, finalmente più libero dal tradizionale narcisismo tirannico.

Stelline **** senza troppi dubbi

Film, Into the wild

Febbraio 7, 2008

Senza dubbio: ****

Anime, La foresta del pianoforte

Gennaio 20, 2008

La foresta del pianoforte è un bellissimo anime incentrato sulla complementarietà e sulla tensione del rapporto fra genio, talento e volizione. In secondo piano, ma di grande potenza emotiva, il tema dell’amicizia fra i due protagonisti.

Indiscutibile l’insegnamento: il volitivo protagonista, Syuhei, chiede al maestro (che lo ha rifiutato in favore del coprotagonista, kai, in cui il maestro ha visto la scintilla del genio) chiede se potrà mai eguagliare la bravura dell’amico e antagonista. Il maestro gli risponde che prima dovrà imparare amare la propria musica, solo allora smetterà di sentire l’esigenza di fare paragoni fra sé e gli altri. Il maestro, insomma, non risponde alla domanda diretta, ma ad una più profonda che Syuhei non sa di aver fatto, ma in cui è intrappolato: “come faccio a superare l’ansia di essere il numero uno?”

Tecnica e amore, competizione e amicizia, genio e costanza: questi gli assi su cui si intreccia l’intera storia.

Regista: Masayuki Kojima.

Visto in anteprima al Future Film Festival.

Film

Dicembre 3, 2007

Giorni e Nuvole, di Soldini con Albanese e la Buy. Visto con Bibo e Ludo. ***1/2 su scala mereghetti. Intenso, con più coraggio e lavoro sarebbe potuto diventare un classico. Bastava poco per trascendere ancora un po’ il tema del precariato e arrivare all’assoluto del rapporto uomo/lavoro nella nostra cultura contemporanea. Passo e chiudo.

4 mesi 3 settimane 2 giorni

Novembre 1, 2007

Di Cristian Mungiu. Visto a settembre a genova.

***

mysterious skin

Novembre 1, 2007

quasi un capolavoro

*** 1/2

little miss sunshine

Agosto 1, 2007

la seconda volta che lo vedo (arena puccini, bologna, fra, massimo) ho riso e pianto piu’ che la prima

Luglio 6, 2007

“La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così il trauma è già bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione, e te la godi al meglio.
Col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.
Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i c……i. E alla fine abbandoni questo mondo in un meraviglioso amplesso.”

woody allen

Maggio 24, 2007

Maggio 22, 2007

me and you and everybody we know

masterpiece!

Maggio 22, 2007

Happy feet

masterpiece!