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Morale e improvvisazione

Marzo 6, 2009

“In situazioni come queste, nei film americani puoi solo fare due cose: o scappi o pensi molto velocemente. Scappare è inelegante. Ecco il momento di pensare molto velocemente. Lo devono fare tutti quelli cui sta a cuore la tensione culturale del nostro Paese, e tutti quelli che quella situazione la conoscono da vicino, per averci lavorato, a qualsiasi livello. Io rispondo alla descrizione, quindi eccomi qui. In realtà mi ci vorrebbe un libro per dire tutto ciò che penso dell’intreccio fra denaro pubblico e cultura, ma pensare velocemente vuol dire anche pensare l’essenziale, ed è ciò che cercherò di fare qui.”

Sono parole di Alessandro Baricco in un articolo di giornale. Mi piace riportarle qui perchè mi sembrano una buona formulazione di ciò che io intendo per “improvvisazione morale”.

Sul coraggio (aggiornato)

Ottobre 21, 2008

Per qualche motivo che ancora non conosco [1], facciamo meno fatica a rischiare la vita per gioco che per davvero.

Nella foto, 29 settembre 2008, James Pearson nella prima salita di Walk of life, 7a, E12; in stile tradizionale. Secondo alcuni osservatori una delle vie più difficili e pericolose al mondo.via

[1] Ripensandoci parrebbe che il motivo sia che sia più “facile” rischiarla per gioco che per davvero. Potrebbe dipendere dalla differenza fra rischio e pericolo. Il primo si riferirebbe al gioco, il secondo alla vita. E’ curioso notare come, di fatto, sembrerebbe più facile perdere la vita per gioco che per davvero.

Aggiornamento

1 . Aggiunta la nota uno.

Sull’abbandono

Ottobre 21, 2008

L’abbandono nasce, cresce e muore nell’illusione di aver qualcosa di meglio da fare.

Sull’odio

Ottobre 21, 2008

Non mi è servito molto per capire le conseguenze dell’odio. Ma quasi trent’anni per capirne il perché. Odiamo per non sentirci soli.

Rischio e incertezza

Ottobre 21, 2008

Incertezza = non puoi valutare ragionevolmente le probabilità che si riferiscono alla realizzazione delle diverse possibilità.

Rischio = Pur essendoci un rischio, esso può essere calcolato.

E oggi vi spiego il segreto dell’universo

Luglio 18, 2008

L’universo esiste a causa di un problema logico. Se l’universo non esistesse, esisterebbe dunque il nulla, ma a causa della necessità* di definire questo nulla si è creato spontaneamente “qualcosa” in grado di differenziarsi dal nulla per permettere di definirlo.

Così nasce l’universo, come “esplosione” di tutte le combinazioni possibili e impossibili. L’universo è dunque il tutto che si contrappone al nulla.
L’universo si definisce come tutto ciò che noi possiamo pensare, più tutto ciò che non possiamo pensare.

Mi rendo conto che questa sia una teoria un po’ ridicola, nel senso che postula, fra l’altro, un’infinità di mondi paradossali, ma concreti (ad esempio un mondo piccolissimo popolato da infiniti giganti), però sembra plausibile.

* Si potrebbe anche dire che il nulla sia talmente “nulla” da non aver bisogno di definirsi. Io scarto questa ipotesi, perché il fatto stesso che io esista è la prova che questo fantomatico nulla quantomeno fosse una condizione instabile.