Archivio per il 'Libri'Categoria

Libri, Lepidezze postribolari di Daniele Luttazzi

Febbraio 10, 2008

Un libro da non sottovalutare. Certo, gran parte delle gag perderanno di interesse nel tempo perche’ riferite a precisi contesti politici che stanno già cambiando o che sono superati, ma alcuni capitoli sono destinati a rimanere.

Forse il trattato sulla verità della risata (p.282 e seguenti) risulta un po’ troppo criptico per essere utile, ma ci sono altri passi davvero illuminanti.

Ad esempio la riflessione sull’autocensura. Il comico secondo Luttazzi, non solo non deve mai autocensurarsi ma deve anche fare battute che ideologicamente non condivide, se lo fanno ridere.
Per Luttazzi infatti l’unico criterio che guida il comico è la propria risata.
Se una cosa lo fa ridere, la dice. In questo modo si superano anche le barriere del Super-Io, si dice tutto ciò che fa ridere anche se non lo si condivide. Il meccanismo comico insomma beffa il Super-Io e sarebbe uno spreco censurare tutto questo materiale eccezionalmente umoristico, no?

Molto acuta la parte in cui si capisce, fra le righe, un attacco a Beppe Grillo, o comunque a quel modo nuovo di usare la satira per un fine politico preciso. La satira, spiega Luttazzi, è la critica al potere e il satiro, per rimanere credibile, deve rimanere sempre lontano dal potere, perchè questa è la sua definizione. Insomma quella del satiro potente è un paradosso inconciliabile.

No one belongs here more than you

Novembre 1, 2007

http://noonebelongsheremorethanyou.com/0004

E’ il libro che sto tentando disperatamente di finire in questo periodo. Io ho la versione gialla

Mocha Dick

Maggio 25, 2007

herman melville

Due di due

Aprile 15, 2007

“Lo so come ti senti. E’ come essere dietro un vetro, non poter toccare nulla di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finchè ho capito che l’unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpiati.”

Ho trovato in casa “Due di due” un libro che mi ripropongo di leggere da quando avevo letto “Uccelli da gabbia e da voliera”, sempre di Andrea de Carlo. Queste sono parole di Guido rivolte a Mario la cui amicizia è ancora sul principio, ma già formata.