Bibliografia per ecologi

Su Giano ho trovato una bibliografia veramente utile. E’ di una certa Laura Loicano.

Ripubblico qui l’intera bibliografia casomai dovesse scomparire da Giano (non si sa mai)

Articolo pubblicato sul numero 32 di Giano. Pace ambiente problemi globali, maggio-agosto 1999
ECOLOGIA E POLITICA. UN PERCORSO BIBLIOGRAFICO

di Laura Loiacono

Una bibliografia rischia facilmente di essere considerata inutilmente “monumentale”, o al contrario, lacunosa ed insufficiente. Penso che ciò dipenda – oltre che dai limiti personali della compilatrice – dalla vastità della letteratura afferente, la quale richiede una selezione inevitabilmente imputabile di parzialità. La ricerca qui svolta non si presenta, quindi, in alcun modo come una traccia inderogabile; lo scopo era bensì di fornire informazioni e punti di orientamento secondo un criterio di graduale avvicinamento all’ecologia partendo da filoni non strettamente specifici; essi tuttavia sono sembrati preliminari ad una definizione del “campo” ecologico. Si spera che grazie a questo “percorso bibliografico” coloro che lo desiderino possano più agevolmente muoversi nell’universo letterario dell’ecologia e delle varie discipline e correnti di studio contigue, ivi compresa l’elaborazione pacifista.Ciascuno dei volumi ed articoli citati offrirà allo studente/studioso ulteriori spunti, annotazioni, riferimenti bibliografici seguendo i quali potrà delinearsi una diversa, forse migliore e più specifica proposta.

I classici della critica del capitalismo

L’attuale stato di crisi delle risorse e dei cicli naturali del pianeta – ed il timore che si possa giungere alla irreversibilità del processo – ci induce ad una necessaria riflessione sulle forze scatenanti tale esito distruttivo.La responsabilità del tipo di sviluppo dell’Occidente è attribuibile, per larga parte, al modello capitalistico di produzione e allocazione di beni e servizi, basato sul motivo del profitto e sul mantenimento delle diseguaglianze sociali. Rimandiamo pertanto, in quanto strumenti di analisi pertinenti, alle opere di Karl Marx, Friedrich Engels e Karl Polanyi.Un’ottima bibliografia ragionata dei testi dei primi due autori, con opportuni riferimenti alle edizioni ed alle pagine in cui si trovano i passi più rilevanti per una lettura specificamente ecologista del pensiero marxiano, è in Tiziano Bagarolo, Marxismo ed ecologia, Milano, Nuove Edizioni Internazionali, 1989, mentre una bibliografia più concisa ma egualmente esauriente, si trova in Id., Marx – Engels – Podolinskij: una traccia teorica perduta?, “Giano.”, 10/1992; cfr. anche Id., Marxismo e questione ecologica, Milano, Edizioni Punto Rosso, s.d.Segnalerei, tuttavia, almeno, di Marx i Grundrisse, ovvero Lineamenti fondamentali della critica dell’economia politica (1857–1858), Firenze, La Nuova Italia, 1968–70 in quanto costituiscono un’anticipazione e una sintesi dei temi svolti nel Capitale e contengono altresì il piano di quella che avrebbe dovuto essere l’opera completa, di cui solo i primi tre libri furono pubblicati, più il cosiddetto quarto libro.Di Engels, particolarmente attinente a questo percorso di lettura, è La situazione della classe operaia in Inghilterra, del 1845 (in K. Marx – F. Engels, Opere, IV, Roma, Editori Riuniti, 1972), una descrizione del degrado dell’ambiente locale conseguente all’avvento del capitalismo; inoltre, considerazioni ancora attuali vengono svolte in Dialettica della natura, scritto fra il 1873 e il 1883, inedito fino al 1925 (in K. Marx – F. Engels, Opere, vol. XXV, cfr. specialmente le pp. 464–470, riprodotte con il titolo L’uomo è parte della natura anche in Appendice ad Ecologia, movimenti verdi e capitalismo; materiali introduttivi su marxismo ed ecologia, Corsi di formazione politico–teorica di base, Milano, Edizioni Punto Rosso).Per quanto riguarda il terzo autore classico, Karl Polanyi, la cui eterodossia sconcertò il marxismo scolastico, ma il cui pensiero rimane fondante per una critica al sistema di mercato, si vedano soprattutto La grande trasformazione. Le origini economiche e politiche della nostra epoca con introduzione di Alfredo Salsano, Torino, Einaudi, 1974 e le Cronache della grande trasformazione a cura di Michele Cangiani, Torino, Einaudi, 1993 (in alcune delle quali risaltano con straordinaria puntualità le lungimiranti previsioni di emergenze ecologiche legate all’economia di mercato), nonché la raccolta di saggi a cura di A. Salsano, La libertà in una società complessa, Torino, Bollati Boringhieri, 1987.

Il contributo delle scienze umane e sociali

Le problematiche di ordine globale, che investono la civiltà umana nel suo contesto ambientale, non possono essere collocate nella giusta dimensione senza un adeguato bagaglio di letture di carattere storico–filosofico e culturale di cui l’ecologia, col suo respiro interdisciplinare, si avvale. Fra i molti testi atti ad un allargamento degli orizzonti critici, segnaliamo: Sigmund Freud, Il disagio della civiltà e altri saggi, Torino, Paolo Boringhieri, 1975; cfr. soprattutto Il disagio della civiltà, 1929 (tit. orig. Das Unbehagen in der Kultur) ed il carteggio S. Freud – Albert Einstein, Perchè la guerra? (1932).Della Scuola di Francoforte ricordiamo: M. Horkheimer – Th. W. Adorno (a cura di), Lezioni di sociologia, Torino, 1966; W. Benjamin, Angelus Novus: saggi e frammenti, Torino, Einaudi, 1962 e 1976 (ed. or. Schriften, Suhrkamp Verlag, 1955); H. Marcuse, L’uomo a una dimensione. L’ideologia della società industriale avanzata, Torino, Einaudi, 1967 e 1983 (ed. or. One–Dimensional Man. Studies in the Ideology of Advanced Industrial Society, Boston, Beacon Press, 1964); un inedito di Marcuse, Ecologia e critica della modernità, è apparso in “Cns–Italia”, n. 6, dicembre 1992.Da segnalare anche – per i numerosi ed utili spunti – di Hannah Arendt, The Human Condition, Chicago, University of Chicago, 1958 (trad. it. di S. Finzi, Vita Activa. La condizione umana, Milano, Bompiani, 1964, poi 1989 e 1994) e la raccolta di saggi di Jürgen Habermas, Teoria e prassi nella società tecnologica, Roma–Bari, Laterza, 1967 e 1974.

Storia ed ecologia

Restano eccezionali gli approcci della storiografia professionale ai temi ecologici, al problema dell’ambiente naturale e alle sue modificazioni, al rapporto uomo–biosfera. Nei titoli più avanti elencati, gli studiosi di storia dell’ecologia hanno spesso svolto compiti di supplenza, o quanto meno di stimolo ad un aggiornamento dei paradigmi storiografici, senza tuttavia una risposta apprezzabile da parte degli storici.Tra le eccezioni, tuttora pionieristiche, sono da citare particolarmente Arnold J. Toynbee, MankindandMother Earth, Oxford, Oxford University Press, 1976 (trad. it. con il titolo Il racconto dell’uomo, Milano, Garzanti, 1977); Alfred W. Cosby, Ecological imperialism: The Biological Expansion ofEurope 900–1900; Cambridge, Cambridge University Press, 1986 (ed. it. Roma–Bari, Laterza, 1988); Clive Ponting, A Green History of the World, New York, Penguin Books, 1991 (ed. it. Torino, Società Editrice Internazionale, 1992).In Italia poco è stato prodotto, e con prospettive diverse, talvolta di semplice annessione alla storiografia esistente di un capitolo ecologico. Si vedano in particolare Alberto Caracciolo, L’ambiente come storia. Sondaggi e proposte di storiografia dell’ambiente, Bologna, Il Mulino, 1988 (e le note critiche contenute in Enzo Santarelli, L’ambiente e la storia, “Giano”, 2\1989, pp.137–139 e in Luca Baldissara, Natura, storia e coscienza del limite, “Italia Contemporanea”, n. 177, 1989, pp.139–149); i quattro numeri apparsi dei “Quaderni di storia ecologica”, a cura di Sante Violante in collaborazione con Mauro Borromeo, Milano, Cooperativa Universitaria Editrice Scienze Politiche, 1991, 1992, 1993, 1994; infine, il recente saggio di Piero Bevilacqua, Il secolo planetario. Tempo e scansioni per una storia dell’ambiente, in ‘900. I tempi della storia a cura di Claudio Pavone, Roma, Donzelli editore, 1999, pp. 115–149, che rappresenta un contributo prezioso – anche per l’ampiezza della base bibliografica – all’identificazione di una storiografia critica in materia.Sulla riluttanza della storiografia alle ‘provocazioni’ dell’ecologia v. Luigi Cortesi, Appunti sul “Secolo breve” di Hobsbawm, “Giano”, – 21\1995, pp. 183–203, ora in Id., Unacrisi di civiltà, cit.

I rischi della tecnocrazia e l’etica della responsabilità

Lewis Mumford, Tecnica e cultura, Milano, Il Saggiatore Mondadori, 1961, Torino, Boringhieri, 1968 (Technics and Civilization, Harcourt, New York, Brace & World, 1934 è il primo libro della tetralogia The Renewal of Life, successivamente condensata e aggiornata in Transformations of Man, 1956); Id., The Mith of the Machine; I: Technics and Human Development 1967, II: The Pentagon of Power, 1970 (Il pentagono del potere, Milano, Il Saggiatore, 1973);Hans Jonas, Il principio responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica, Torino, Einaudi, 1990 (ed. or. Das Prinzip Verantwortung, 1979); Id., Uomo, natura, futuro. Intervista a cura di Antonio Gargano, “Giano”, 6/1990; cfr. anche Fabio Terragni, Etica, politica e tecnica nel pensiero di Hans Jonas, in “Linea d’ombra”, n. 50, giugno 1990, pp. 30–1, Jacques Decornoy, L’exigence de responsabilité, “Le Monde diplomatique”, settembre 1990 ed il saggio di T. Bagarolo, Responsabilità per il futuro ed utopia, in “Giano”, 8/1991, pp. 161–178;Giuliano Pontara, Responsabilità per le generazioni future?, “Linea d’ombra”, n. 31, ottobre 1988, pp. 31–36;Vittorio Hösle, Filosofia della crisi ecologica, Torino, Einaudi, 1992;Edgar Morin, Il pensiero ecologico, Firenze, Hopeful Monster, 1988 (L’écologie généralisée, 1980. Parte prima di La Méthode II: La Vie de la Vie, 1980; trad. it. La vita della vita, Milano, Feltrinelli, 1987); Id., Scienza con coscienza, Milano, Angeli, 1987 e Il paradigma perduto. Che cos’è la natura umana?, Milano, Bompiani, 1974 (Le paradigme perdu: la nature humaine, 1973);Jacques Ellul, La technique ou l’enjeu du siècle, Paris, A. Colin, 1954, trad. ingl. The Technological Society, New York, Random House, 1964, trad. it. La tecnica, rischio del secolo, Milano, Giuffrè, 1969; Id., Le Système technicien, Paris, Calmann–Lévy, 1977; Id., Il tradimento dell’Occidente, Milano, Giuffrè, 1977. Di Ellul si veda anche L’ambivalenza del progresso tecnico, in “Cns–Italia”, n. 11, giugno 1994, nella rubrica Critica della ragion tecnica.Il volume di Michela Nacci (a cura di), Tecnica e cultura della crisi (1914–1939), Torino, Loescher Editore, 1982, ha un valore introduttivo che lo rende didatticamente efficace.Sul processo di “occidentalizzazione”: Serge Latouche, L’occidentalizzazione del mondo. Saggio sul significato, la portata e i limiti dell’uniformazione planetaria, Torino, Bollati Boringhieri, 1992 (ed. or. L’occidentalisation du monde. Essai sur la signification, la portée et les limites de l’uniformisation planétaire, Paris, Editions La Découverte, 1989); Id., Il pianeta dei naufraghi. Saggio sul doposviluppo, Torino, Bollati Boringhieri, 1993 (ed. or. La Planète des naufragés. Essai sur l’après–développement, Paris, Editions La Découverte, 1991); Id., Il mondo ridotto a mercato, Lavoro, Roma, 1998; cfr. al proposito il saggio di Salvatore Minolfi, L’”occidentalizzazione” del mondo tra storia e teoria. A propositodel dibattito in corso, in Scritture di storia, Quaderno 1, I.U.O., Dipartimento di Filosofia e Politica – Discipline storiche, Edizioni Scientifiche Italiane, 1998.Una voce dissonante in ambito filosofico, anzi di reazione polemica con quello che viene definito il fondamentalismo della deep ecology e con l’ecofemminismo, proviene da Luc Ferry, Il nuovo ordine ecologico: l’albero, l’animale, l’uomo, Genova, Costa & Nolan, 1994.Un inno alla “nuova civiltà tecnologica”, privo di un serio confronto con i problemi dell’ecologia è quello di Piero Melograni, La modernità e i suoi nemici, Milano, Mondadori, 1996.

Pacifismo ed ecopacifismo dell’”età atomica”

Il movimento di opinione ambientalista si è collegato, storicamente, a quello pacifista, la cui principale e più vitale tradizione risale al socialismo internazionalista; ma nel 1945 esso ha trovato ragioni ancor più forti nel salto qualitativo costituito dall’uso dell’arma nucleare e dal crescere del rischio nella seconda metà del secolo per la vita stessa sul pianeta. L’autore che ha più efficacemente espresso il senso del rischio e l’appello alla “coscienza atomica” è Günther Anders; il suo pensiero è esposto nella forma più comprensiva dei diversi aspetti epistemologici relativi alla nuova era tecnocratica, nei due volumi dell’opera L’uomo è antiquato; I: Considerazioni sull’anima nell’epoca della seconda rivoluzione industriale, Milano, Il Saggiatore, 1963, II: Sulla distruzione della vita nell’epoca della terza rivoluzione industriale, Torino, Bollati Boringhieri, 1992 (or. Die Antiquiertheit des Menschen; I: Über die Seele im Zeitalter der zweiten industriellen Revolution, 5a ed. ampliata con prefazione, München, 1980, II: Über die Zerstorung des lebens im Zeitalter der dritten industriellen Revolution, München, 1980).Ma di Anders è anche da conoscere Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki. Prefazione di Norberto Bobbio, Torino, G. Einaudi, 1961 (ed. or. Der Mann auf der Brücke. Tagebuch aus Hiroshima und Nagasaki, München, Beck Verlag, 1959), un vero classico del pacifismo dell’era atomica. Numerose sono le testimonianze, in senso pacifista ed ambientalista, pubblicate su “Giano” – apparso nel 1989 col sottotitolo “Ricerche per la pace”, dal gennaio 1994 “Pace ambiente problemi globali” – diretto da Luigi Cortesi, autore di un testo di riflessione storico–teorica: Storia e catastrofe. Considerazioni sul rischio nucleare, Napoli, Liguori, 1984 e di due raccolte di saggi e interventi: Le armi della critica. Guerra e rivoluzione pacifista, Napoli, CUEN, 1991 e, con più diretti riferimenti all’ecologia, UN acrisi di civiltà. Cronache di fine secolo, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1999. Si veda anche Ernesto Balducci, La terra del tramonto. Saggio sulla transizione, Fiesole, Firenze, Edizioni Cultura della Pace, 1992; nelle stesse edizioni Balducci pubblicò e fece pubblicare vari testi legati ai problemi globali del nostro tempo.

Storie dell’ecologia

Titoli fondamentali per un approccio complessivo allo sviluppo della scienza ecologica:Donald Worster, Storia delle idee ecologiche, Bologna, Il Mulino, 1994 (Nature’s Economy. A History of Ecological Ideas, Cambridge, Cambridge University Press, 1985); dello stesso a., Turning to the Land: Environmental History and the Ecological Imagination, 1993;Jean–Paul Deléage, Jean–Claude Debeir e Daniel Hémery, Storia dell’energia. Dal fuoco al nucleare, Milano, Edizioni del Sole 24 Ore, 1987 (Les servitudes de la puissance – Une histoire de l’énergie, 1986);Juan Martinez Alier, Economia ecologica. Energia, ambiente, società, Milano, Garzanti, 1991 (ed. orig. Ecological Economics. Energy, Environment and Society, Oxford, Basil Blackwell, 1987). Pur non essendo una storia in senso stretto, può essere letta come un percorso storico svolto dall’ecologia nell’ambito delle scienze umane.Pascal Acot, Storia dell’ecologia, Roma, Lucarini, 1989 (ed. orig. Histoire de l’écologie, Paris, Presses Universitaires de France, 1988);J.–P. Deléage, L’ecologia, la sua storia, la civiltà umana: alcune riflessioni, “Giano”, 9/1991, pp. 115–120; Id., Storia dell’ecologia. Una scienza dell’uomo e della natura. Prefazione ed Indicazioni Bibliografiche di Ugo Leone. Presentazione di Ermete Realacci, Napoli, CUEN, 1994 (ed. orig. Histoire de l’écologie. Une science de l’homme et de la nature, Paris, La Découverte, 1991). Quest’opera costituisce a tutt’oggi la più nota sintesi della storia dell’ecologia e gode di un meritato credito fra gli studiosi; fra le numerose recensioni, cfr. quelle di T. Bagarolo, L’ecologia e la sua storia, “Giano”, 16/1994, pp. 165–175 e le “Le Scienze” (edizione italiana di “Scientific American”), n. 314, ottobre 1994, pp. 105–106.A complemento si può vedere, per esempio, l’articolo di Giorgio Nebbia, Origins of ecology, in “Nature”, 275, 86 (14 September 1978). Dello stesso a. ricordiamo Lo sviluppo sostenibile, Fiesole/Firenze, Edizioni Cultura della Pace, 1991 e L’uomo e l’ambiente (a cura di), Milano, Tamburini, 1971. L’articolo di Richard Grove, responsabile della Global Environmental History Unit di Cambridge (G.B.), Le origini dell’ambientalismo occidentale, su “Le Scienze” n. 289, settembre 1992, ricostruisce le idee e il clima storico–culturale dei precursori sette e ottocenteschi dei moderni ambientalisti.

I classici dell’ecologia

La letteratura ecologica, per quanto afferente ad un “sapere interdisciplinare” relativamente recente, ha già i suoi classici, la cui lettura è da considerarsi propedeutica all’apprendimento delle sue fondamentali categorie concettuali. Ci riferiamo in particolare a:Eugene Odum, Ecologia, Bologna, Zanichelli, 1966 (ristampato nel 1973 e negli anni ‘90); Id., Principi di ecologia (ed. or. 1953), Padova, Piccin, 1973 (2a ed. Basi di ecologia, 1988) ed Ecologia per il nostro ambiente minacciato, Padova, Piccin, 1994;Nicholas Georgescu–Roegen, che rivoluzionò l’economia tradizionale, introducendovi il concetto di entropia e le sue leggi, The entropy law and the economic process, Cambridge, Harvard University Press, s. d.; Analisi economica e processo economico, Firenze, Sansoni, 1973 (raccolta di saggi scritti tra il 1960 ed il 1971) ed Energia e miti economici, Torino, Boringhieri, 1976 e 1982 traduzione parziale, con aggiunte, di Energy and Economic Myths. Istitutional and analytical economic essays, New York, Pergamon, 1976 (nuova edizione di parte di tali saggi, con aggiunte e con lo stesso titolo, Torino, Bollati Boringhieri, 1998);Barry Commoner, Il cerchio da chiudere. Presentazione di G. Nebbia. Appendice e trad. di Virginio Bettini, Milano, Garzanti, 1972 e 1986 (ed. or. The Closing Circle: Nature, Man, and Technology, New York, Bantam Books, settembre 1971); Id., La povertà del potere. Crisi ambientale, crisi energetica, crisi economica: tre aspetti di un’unica crisi, Milano, Garzanti, 1976 (The Poverty of Power, New York, 1976); Id., L’energia alternativa, prefazione di Laura Conti, Roma, Editori Riuniti, 1978;Gregory Bateson, che sviluppò alla Scuola di Palo Alto il concetto di pattern which connects,Verso un’ecologia della mente, Milano, Adelphi, 1976 (Steps to an Ecology of Mind, 1972); Id., Mente e natura, Milano, Adelphi, 1984;John Passmore, La nostra responsabilità per la natura, Milano, Feltrinelli, 1986 e 1991 (Man’s Responsibility for Nature, London, Gerald Duckworth & Co., 1974 e 1980);Andrè Gorz, Ecologia e politica, Bologna, Cappelli, 1978;René Passet, L’économique et le vivant, Paris, Payot, 1979, riedito ed aggiornato per Economica, Paris, 1996 (trad. it. a cura di Carla Ravaioli L’economia e il mondo vivente, Roma, Editori Riuniti, 1997);Robert E. Ricklefs, Ecologia, Bologna, Zanichelli, 19932; Id., L’economia della natura, Bologna, Zanichelli, 19932;Stephen Jay Gould, La freccia del tempo, il ciclo del tempo, Milano, Feltrinelli, 1989.

La scienza e l’ecologia

Un approccio, considerato ormai “classico”, dal punto di vista delle scienze naturali, ma non meramente “biologista”, è nel libro del geochimico russo e padre dell’ecologia globale Vladimir Vernadskij, La biosfera, Como, Red, 1993 (ed. or. Leningrado, 1926; ed. francese, 1929); Umberto D’Ancona, La lotta per l’esistenza, Torino, Einaudi, 1942 (con un’utile bibliografia dei pioneristici lavori di Vito Volterra ed Alfred J. Lotka; quest’ultimo studioso particolarmente è noto per aver, dal 1932, utilizzato il concetto di “competizione” fra specie animali); La biosfera. Letture da “Le Scienze”, con presentazione di G. Nebbia, Milano, Le Scienze, 1976; Vittorio Silvestrini, Che cos’è l’entropia, Roma, Editori Riuniti, 1985; Paolo Degli Espinosa – E. Tiezzi, I limiti dell’energia, Milano, Garzanti, 1987; J.E. Lovelock, Gaia. Nuove idee sull’ecologia, Torino, Boringhieri, 1989 ed Id., Le nuove età di Gaia. Una biografia del nostro mondo vivente, Torino, Bollati Boringhieri, 1991; Atlante di Gaia, a cura di Norman Myers, Bologna, Zanichelli, 1987 (ed. or. inglese 1985) e Il nuovo atlante di Gaia, Bologna, Zanichelli, 1a ed. it. 1994; Enrico Turrini, La via del sole, Fiesole/Firenze, Edizioni Cultura della Pace, 1990. Su temi epistemologici–scientifici di grande rilievo e su di una proposta di “politica della scienza” lavora Marcello Cini, del quale si vedano: Norme e valori nella costruzione della scienza, “Giano”, 1/1989, pp. 51–64; Scienza e società sostenibile, “Cns–Italia”, n. 4, marzo 1992;Gli scienziati dichiarino i loro sistemi di valori, “Giano”, 14–15/1993; Un paradiso perduto. Dall’universo delle leggi naturali al mondo dei processi evolutivi, Milano, Feltrinelli, 1994 e Sul mito del progresso scientifico e tecnologico, “Giano”, 22/1996, pp. 57–66.Segnaliamo almeno due libri di denuncia delle conseguenze distruttive dell’aggressione chimica al pianeta, per l’uomo, gli altri esseri viventi, ma anche della ferita inferta alla coscienza collettiva; l’uno riguarda gli effetti tossici dei pesticidi (soprattutto del DDT), l’altro ricorda l’incidente dell’Icmesa a Seveso. Le autrici sono due scienziate: Rachel Carson, Silent spring, New York, Ballantine, 1962 (trad. it., Primavera silenziosa, Milano, Feltrinelli, 1963 e 1990) e Laura Conti, Una lepre con la faccia di bambina, Roma, Editori Riuniti, 1988.La tematica dell’identità di genere e lo specifico femminile sono particolarmente presenti in Carolyn Merchant, La morte della natura. Le donne, l’ecologia e la rivoluzione scientifica, presentazione di Elisabetta Donini, Milano, Garzanti, 1988 (The Death of Nature. Women, Ecology and the Scientific Revolution, 1980); una recensione al testo, di F. Terragni, è apparsa su “Linea d’ombra”, n. 31, ottobre 1988, pp. 26–7. Più recentemente, di Vandana Shiva, Sopravvivere allo sviluppo, Milano, ISEDI, 1990 (Staying Alive: Women, Ecology and Development, 1988); Id., Ecofeminism, London, Zed Books, 1993 e Monocolture della mente. Biodiversità, biotecnologia e agricoltura “scientifica”, trad. it. di G. Ricoveri, Torino, Bollati Boringhieri, 1995 (Monocoltures of the Mind. Perspectives on Biodiversity and Biotechnology, London, Zed Books, 1993).

I rifiuti e le scorie

Sul tema del “rifiuto” come “altro sporco”, parte maledetta di sé, e sullo spreco come costume e fonte dell’accelerazione del degrado entropico, si raccomanda, di Kevin Lynch, Deperire. Rifiuti e spreco nella vita di uomini e città, Napoli, Edizioni Cuen–Idis, 1992 (titolo orig. Wasting Away; ne è apparsa una recensione di Luigi Amodio, col titolo Le macerie inutili: Wasting Away, su “Giano”, 12/1992). Cfr. anche G. Nebbia, La rifiutologia, un nuovo capitolo della Merceologia, in “Economia e ambiente”, 15, (3), 3–10 (maggio–giugno 1996) e 15, (4), 11–176 (luglio–agosto 1996). Per quanto riguarda le scorie, in generale residui dei processi produttivi industriali, e segnatamente le scorie tossiche e radioattive – il cui smaltimento costituisce un problema assolutamente insoluto, se si eccettua il tentativo neoliberista di “contrabbandarle” in aree economicamente deboli – i dati relativi sono desumibili da studi documentarii, alcuni dei quali vengono citati oltre. Ma si veda, per la metodologia usata, A. V. Kneese, R. U. Ayres e R. C. d’Arge, Economics and the Environment. A Materials Balance Approach, Baltimore (USA), Johns Hopkins University Press, 1970; R. U. Ayres, Resources, Environmentand Economics. Applications of the Materials/Balance Approach, New York, Wiley Interscience, 1978, nonchè Robert Ayres – U.E. Simonis (a cura di), Industrial metabolism, Tokyo–New York, United Nations University Press, 1992 e 1994.

Economia e ambiente

Testi economici aperti ai problemi dell’ecologia e dell’ambiente, oltre agli scritti citati di Georgescu Roegen:Stanley W. Jevons, The coal question, London, Macmillan, 1865, 18662, 19063, ristampa anastatica nel centenario della 1a ed., London, 1965; trad. it. parziale della 3a ed. in “Quaderni di storia ecologica”, Milano, n. 2 (luglio–settembre 1992), pp. 1–250;Arthur Cecil Pigou, Economia del benessere, Torino, UTET, 1960 (The Economics of Welfare, 19324);Giovanni Cannata (a cura di), Saggi di economia dell’ambiente, Milano, Giuffrè, 1974 (alle pp. 113–140, di Wassily Leontief, Relazione fra le strutture economiche e loro effetti sull’ambiente secondo l’analisi input – output);W. Leontief, Il futuro dell’economia mondiale, Milano, EST Mondadori, 1977 (The Future of the World Economy, 1977. Rapporto per le Nazioni Unite sui problemi economici di lungo termine: popolazione, risorse alimentari, risorse minerarie, inquinamento, commercio, movimento di capitali, strutture istituzionali);Jeremy Rifkin, Entropia, postfazione di N. Georgescu–Roegen, Milano, Mondadori, 1982 (Entropy, 1980) ed il recentissimo Il secolo biotech, Milano, Baldini & Castoldi, 1998 (The Biotech Century. Harnessing the Gene and remaking the World, JP Tarcher, 1998). Di Rifkin si veda anche La fine del lavoro. Il declino della forza lavoro globale e l’avvento dell’era post–mercato, Milano, Baldini & Castoldi, 1995 (The End of Work, 1995);Jean–Philippe Barde – Emilio Gerelli, Economia e politica dell’ambiente, Bologna, Il Mulino, 1980 (Economie et politique de l’environnement, 1977); J.–P. Barde – David W. Pearce (a cura di), Valutare l’ambiente. Costi e benefici nella politica ambientale, Bologna, Il Mulino, 1993 (ed. or. Valuing the Environmental, London, Earthscan Publications, 1991);Jean–Paul Maréchal, Le Prix du risque, Paris, Presses du CNRS, 1991; Id., L’ecologia di mercato, mito pericoloso. L’ambiente e la responsabilità degli stati, “Le Monde diplomatique/il manifesto”, n. 10, ottobre 1996;J–P. Barde, Economie et politique de l’environnement, Paris, PUF, coll. “L’économiste”, 1992;E. Gerelli, Società post–industriale e ambiente, Roma– Bari, Laterza, 1995;Gruppo di Lisbona, I limiti della competitività, a cura di Riccardo Petrella. Prefazione di Rossana Rossanda, Roma, Manifestolibri, 1995.Altri economisti “eterodossi”, poco noti al grande pubblico:Karl William Kapp, The Social Costs of the Private Enterprise, Cambridge (Mass.), Harvard University Press, 1950 e New York, Shocken Books, 1971, trad. francese Les coûts sociaux dans l’économie de marché, Paris, Flammarion, 1976 ed Id., Economia e ambiente. Saggi scelti, Ancona, Otium, 1991;E.F. Schumacher, Small is beautiful: Economics as if People Mattered, New York, Harper & Row, 1973 e London, Blond & Briggs, 1973 (trad. it.: Piccolo è bello. Una tecnologia dal volto umano, Milano, Moizzi, 1977; poi ed. su licenza, Milano, Mondadori, 1978);Charles Perrings, Economia e ambiente, Milano, Etaslibri, 1992 (1a ed. Economy and Environment: A Theoretical Essay on the Interdependence of Economic and Environmental Systems, Cambridge, Cambridge University Press, 1987);D. W. Pearce, Environmental Economics, London, Longman, 1976 (2a ed. Englewood Cliffs, New Jersey, 1979); D.W. Pearce, Anil Markandya e Edward B. Barbier, Progetto per un’economia verde, Bologna, Il Mulino/Contemporanea, 1991 (ed. or. Blueprint for a Green Economy. Report for the UK Department of the Environment, London, Earthscan Publications, 1989); D.W. Pearce e R.Kerry Turner, Economia delle risorse naturali e dell’ambiente, Bologna, Il Mulino, 1991 (1a ed. Economics of Natural Resources and the Environment, New York and Baltimore, Harvester Weatsheaf, 1990); D. W. Pearce (a cura di), Un’economia verde per il pianeta, Bologna, Il Mulino/Contemporanea, 1993 (trad. it. di Blueprint 2: Greening the World Economy, 1991); D.W. Pearce e J.J. Warford, World without End: Economics, Environment, and Sustainable Development, New York, 1993; D. W. Pearce, R. K. Turner e Ian Bateman, Economia ambientale, Bologna, Il Mulino, 1996 (ed. or. Environmental Economics. An Elementary Introduction, New York and London, Harvester Weatsheaf, 1994);Robert Repetto et al., Il capitale della natura, Torino, ISEDI, 1990.Di ispirazione marxista è l’opera dell’economista statunitense James O’Connor, autore, nell’autunno del 1988, del saggio Capitalism, Nature, Socialism: A Theoretical Introduction, tradotto in italiano da Giovanna Ricoveri col titolo L’ecomarxismo. Introduzione a una teoria, Roma, Datanews Editrice, 1989. Altri scritti, fra i più significativi per questa bibliografia, sono: l’editoriale Le ragioni di questa rivista, “CNS–Italia”, n. 1, marzo 1991 (anno I, fascicolo 1); Verso un’economia politica della natura, “CNS–Italia”, n. 4, marzo 1992 (II,1); l’importante saggio, in cui viene compiutamente formulata la posizione ecomarxista, The Second Contradiction of Capitalism: Causes and Consequences, trad. it. di G. Ricoveri in “CNS–Italia”, n. 6, dicembre 1992 (II,3) ed in Ecologia, movimenti verdi e capitalismo, cit., con il titolo La seconda contraddizione del capitalismo: cause e conseguenze, pp. 61–67; infine, Think Globally, Act Locally? Towards an International Red Green Movement, apparso in “CNS” americana, fascicolo del dicembre 1992, tradotto in “CNS–Italia”, n. 7, marzo 1993 (III, 1).

Per uno studio dell’ecologia in Italia

Il pensiero e la cultura ecologica italiana si sono affermati, a partire dagli anni ‘70 e ‘80, grazie all’opera di diversi studiosi e militanti ecologisti che, oltre a sviluppare in modo originale proprie elaborazioni, hanno contribuito a diffondere i risultati già conseguiti all’estero. Oltre a quelli che ci è già capitato di citare ricordiamo:Dario Paccino, L’imbroglio ecologico. L’ideologia della natura, Torino, Einaudi, 1972; Id., I colonnelli verdi e la fine della storia, Roma, Pellicani, 1990. Paccino ha sentito la necessità di demistificare un movimento “verde” scollegato da una più radicale riforma delle strutture sociali e ha inteso nei suoi libri denunciarne l’intrinseca funzionalità al sistema capitalistico–borghese. Nel secondo dei volumi segnalati egli precisa le proprie posizioni, pronunciandosi per un passaggio “dall’eco–imbroglio ad un corretto ecologismo conflittuale”;Robert Allen ed Edward Goldsmith (redattori della rivista “The Ecologist”), La morte ecologica, a cura di G. Nebbia, Bari, Laterza, 1973 è la versione italiana del famoso A Blueprint for Survival, 1972;V. Bettini – B. Commoner, Ecologia e lotte sociali, Milano, Feltrinelli, 1976 e B. Commoner, La politica dell’energia, Milano, Garzanti, 1980 (The Politics of Energy, 1979) in appendice “Nessuna politica energetica in Italia” di V. Bettini e G. Nebbia;L. Conti, Che cos’è l’ecologia. Capitale, lavoro e ambiente, Milano, Mazzotta, 1977; Id., Questo pianeta, Roma, Editori Riuniti, 1983 (nuova edizione ampliata 1987) e Ambiente terra. L’energia, la vita, la storia, Milano, Oscar Mondadori, 1988;U. Leone, Introduzione alla politica dell’ambiente, Firenze, Le Monnier, 1980; Id., Geografia per l’ambiente, Roma, NIS, 1987; Id., La politica del rattoppo. Itinerari di politica dell’ambiente, Napoli, CUEN, 1990 e Una politica per l’ambiente, Roma, NIS–Carocci, 1996;Aurelio Peccei (fondatore e presidente del Club di Roma, scomparso nel 1986), Cento pagine per l’avvenire, Milano, Mondadori, 1981; A. Peccei–Daisaku Ikeda, Campanello d’allarme per il XXI secolo, Milano, Bompiani, 1988;Mercedes Bresso, Pensiero economico e ambiente, Torino, Loescher, 1982 e Per un’economia ecologica, Roma, La Nuova Italia Scientifica (NIS), 1993;Enzo Tiezzi, Tempi storici, tempi biologici, Milano, Garzanti, 1983 e Il capitombolo di Ulisse, Milano, Feltrinelli, 1991;Gianfranco Amendola, In nome del popolo inquinato, Milano, Franco Angeli, 1987;Fabio Giovannini (a cura di), Le radici del verde. Saggi critici sul pensiero ecologista, Bari, Dedalo, 1991;P. Degli Espinosa (a cura di), La società ecologica, Milano, Franco Angeli, 19912;Carla Ravaioli, Il pianeta degli economisti, ovvero l’economia contro il pianeta, Milano, ISEDI, 1992 e La crescita fredda. Un’occasione storica per la sinistra, Roma, Datanews, 1995;Rita Madotto, L’ecocapitalismo. L’ambiente come grande business, Roma, Datanews, 1993;Claudia Rosani, L’industria dell’ecobusiness, in “CNS–Italia”, n. 9, settembre–dicembre 1993;Gianfranco Bologna (segretario generale del WWF Italia), Nelle nostre mani, Milano, Mondadori, 1993;Michele Nobile, Merce–natura ed ecosocialismo, Roma, Erre emme edizioni, 1993; Id., Movimenti sociali ambientalisti e partiti verdi in Ecologia, movimenti verdi e capitalismo, cit., pp. 27–41; Id., Stato e ragione ecologica. Per la critica delle politiche ambientali, in “Giano”, 27/1997 e 28/1998;Antonio Nanni, Educare alla Conviviabilità, Bologna, EMI, 1994; Id., Economia leggera. Guida ai nuovi comportamenti, Bologna, EMI, 1997;Giorgio Nebbia, Breve storia della contestazione ecologica, “Quaderni di storia ecologica”, 4, 1994, pp. 18–70;Autori vari, Camminando sul filo, Bologna, EMI, 1994;Manlio Dinucci, Geografia dello sviluppo umano, prefazione di Rita Levi–Montalcini, Bologna, Zanichelli, 1995;Fabrizio Giovenale, Il tempo delle vacche magre, Firenze, La Nuova Italia, 1981; Id., Nipoti miei. Discorsi sui futuri possibili, Napoli, CUEN, 1995;V. Bettini, L’impatto ambientale: tecniche e metodi, Napoli, CUEN, 1995; Id., Elementi di ecologia urbana. Attori e processi della politica ambientale, Torino, Einaudi, 1996;Rodolfo Lewansky, Governare l’ambiente, Bologna, Il Mulino, 1997 (con un capitolo su “La politica ambientale italiana”);Centro Nuovo Modello di Sviluppo (a cura), Guida al consumo critico. Informazioni sul comportamento delle imprese per un consumo consapevole, Bologna, EMI, 1996 e Geografia del supermercato globale. Produzione e condizioni di lavoro nel mondo delle multinazionali, Bologna, EMI, 1996;Silvia Pochettino – Volontari per lo sviluppo, Nuove geografie. Dizionario del cittadino solidale, Bologna, EMI, 1998.

Il “primo mondo” e il “sud del mondo”

Sul nesso fra danni ambientali e mantenimento delle diseguaglianze sociali, si legga:Anthony Giddens – C. Offe – A. Touraine, Ecologia Politica, Milano, Feltrinelli, 1987;H.E. Daly – J.B. Cobb jr, For the Common Good. Redirecting the Economy Toward Community, the Environment, and a Sustainable Future, Boston, Beacon Press, 1989 (2a ed. aggiornata e ampliata, 1994); trad. it. della 1a ed. Un’economia per il bene comune. Il nuovo paradigma economico orientato verso la comunità, l’ambiente e un futuro ecologicamente sostenibile, Como, Red, 1994J. Martinez Alier, Le radici storiche dell’ecologia politica, “CNS–Italia”, n. 2, luglio 1991;Susan George, The Debt Boomerang. How Third World Debt Harms Us All, London, Pluto Press, 1992; trad. it. Il boomerang del debito, Roma, Edizioni Lavoro ISCOS, 1992; S. George – N. Paige, Storia della fame, Milano, Clesav, 1987; J. Bennet – S. George, La macchina della fame, Bologna, EMI, nella collana “Sviluppo, Ambiente, Pace”;Umberto Allegretti, Ripartiamo dai principi, “Giano”, 13/1993;Vittorio Sartogo, Uomo–idrocarburo e “maree nere”, “Giano”, 14–15/ 1993, pp. 51–61; Id., Per una politica ecologica del presente, “Giano”, 28/1998, pp. 147–155;Antonio Perotti, La via obbligata dell’interculturalità, Bologna, EMI, 1994;il dibattito Does Free Trade Harm the Environment?: Jagdish Bhagwati, The Case for Free Trade; H.E. Daly, The Perils of Trade, in “Scientific American”, n. 5, novembre 1993, pp. 17–29; entrambi gli autori anche in “Scientific American”, n. 1, 1994, pp. 33–46;H. Daly – R. Goodland, An Ecological–Economic Assessment of Deregulation of International Commerce under GATT, in “Ecological Economics”, numero speciale sul commercio e l’ambiente, n. 9, 1994, pp. 73–84;FAO (a cura), Impact of the Uruguay–Round on Agriculture;. Committee on Commodity Problems, Roma, 1995;Philippe Van Parijs, Sauver la solidarité, Paris, ed. Cerf, coll. “Humanités”, 1995;Bernard Cassen, Una “clausola sociale” per mondializzare la giustizia, “Le Monde diplomatique/il manifesto”, febbraio 1996.

Lo sviluppo è sostenibile?

Per quanto riguarda il controverso concetto di “sviluppo sostenibile”, fra gli innumerevoli studi:Herman E. Daly, Lo stato stazionario, Firenze, Sansoni, 1981; Id., Towards Some Operational Principles of Sustainable Development, in “Ecological Economics”, 2, 1990, pp. 1–6 e Steady State Economics 2, Washington D.C., Island Press, 1991;Robert Costanza (professore all’Università del Maryland e presidente dell’International Society for Ecological Economics) (a cura), Ecological Economics. The Science and Management of Sustainability, New York, Columbia University Press, 1991;J. Opschoor – R. Costanza, Indicators of Sustainability, in K. Gundlach et al. (a cura), Global Environmental Change and Sustainable Development in Europe, 1995;R. Costanza et al. (tredici studiosi tra ecologi ed economisti), The Value of the World’s Ecosystem Services and Natural Capital, in “Nature”, vol. 387 (maggio 1997), pp. 253–260;C. Folke – A. Jansson – J. Larsson – R. Costanza, Ecosystem Appropriation by Cities, in “Ambio”, vol. 26, n. 3 (1997), pp. 167–172.Si veda inoltre V. Sartogo, Il modello italiano di “sviluppo sostenibile”, “Giano”, 18/1994, pp. 29–37; Id., L’”indice di sviluppo umano” e l’urgenza di una inversione, “Giano”, 29–30/1998, pp. 203–10.

Pubblicazioni documentarie e statistiche

Un prezioso strumento di analisi, dell’impatto ambientale di cui le attività umane sono responsabili (l’impronta ecologica), è stato originariamente elaborato da William Rees e Mathis Wackernagel in Ecological Footprints and Appropriated Carrying Capacity. Measuring the Natural Capital Requirements of the Human Economy, in A.–M. Jansson et al., Investing in Natural Capital. The Ecological Economic Approach to Sustainability, Washington D.C., 1994, pp. 362–392. In seguito sono stati pubblicati: W. Rees e M. Wackernagel, L’impronta ecologica, Edizioni Ambiente, 1996 e M. Wackernagel et al. (sei studiosi del Centro de Estudios para la Sustentabilidad dell’Università Anahuac de Xalapa in Messico), Ecological Footprints of Nations, Rapporto per The Earth Council, 1997. A Rio de Janeiro, nel marzo 1997, si è tenuto un grande Forum internazionale intitolato “Rio+5”; l’Ecological Footprints of Nations calcola l’impronta ecologica di 52 nazioni, abitate dall’80% della popolazione mondiale, nonché il relativo “deficit ecologico”, qualora ciascuna nazione dovesse limitarsi allo sfruttamento del proprio patrimonio di risorse naturali, senza sottrarre l’altrui.Una fonte a carattere documentario è anche quella di Lester R. Brown (presidente del Worldwatch Institute di Washington) et al., State of the World, per le annate dal 1988 al 1997, Torino, ISEDI–Petrini, dal 1998, Milano, Edizioni Ambiente; è il rapporto annuale che il Worldwatch Institute pubblica ogni anno dal 1984 sullo stato di salute del pianeta, realizzato da decine di studiosi e ricercatori; pubblicati dallo stesso Istituto, si vedano anche i Papers dei seguenti autori: M.D. Lowe, The Bicycle: Vehicle for a Small Planet, n. 90, settembre 1989; Peter Weber, Net Loss: Fish, Jobs and Marine Environment, n. 120, luglio 1994 (Salvare i mari in State of the World 1994); J. Joung e A. Sachs, The Next Efficiency Revolution: Creating a Sustainable Materials Economy, n. 121, 1994; David M. Roodman, Paying the Piper: Subsidies, Politics and the Environment, n. 133, dicembre 1996 (Riformare le sovvenzioni, in State of the World a cura di L. Brown, Christopher Flavin, Hilary French, Torino, Isedi, 1997).In Italia Legambiente, nata nel 1980 sulla spinta dei primi movimenti antinucleari, promuove annualmente campagne di analisi e informazione sull’inquinamento del mare (Goletta Verde), delle città (Treno Verde), dei fiumi (Operazione Fiumi) e pubblica presso le Edizioni Ambiente un Rapporto sull’Ecosistema urbano. Delle Edizioni Ambiente si veda il recente Ambiente Italia 1998; rapporto sullo stato del Paese e analisi del ciclo delle acque.

Attività di istituzioni

Di Wolfgang Sachs, a cui fa capo il Wuppertal Institut per il clima, l’energia e l’ambiente, si vedano: Archeologia dello sviluppo. Nord e Sud dopo il tracollo dell’Est, Sarsina, Macro Edizioni, 1992; Id., For Love of the Automobile. Looking Back into the History of our Desires, Berkeley, 1992; Id. (a cura di), The Development Dictionary. A Guide to Knowledge as Power, London, 1992; Id. (a cura), Global Ecology. A New Arena of Political Conflict, London, 1993 e Sustainable Development, in M. Redclift – G. Woodgate (a cura), The Handbook of Environmental Sociology, London, 1997; a cura del Wuppertal Institut, su incarico degli Amici della Terra: Verso un’Europa sostenibile, Uno studio dell’Istituto Wuppertal, Rimini, Maggioli Editore, 1995; i recenti e già ben noti: Zukunftƒähiges Deutschland (Germania “capace di futuro”). Ein Beitrag zu einer global nachhaltigen Entwicklung, Berlin, Birkhauser, 1996; Per una civiltà capace di futuro (riassunto abbreviato di Zukunftƒähiges Deutschland), Bologna, EMI, 1996 e Futuro sostenibile. Riconversione ecologica – Nord Sud – Nuovi stili di vita, a cura di W. Sachs, R. Loske, M. Linz, (versione italiana dell’edizione internazionale) Bologna, EMI, 1997.Altrettanto famosi, per la qualità degli studi, sono i seguenti testi: Donella H. Meadows – W.W. Behrens – Dennis L. Meadows – Jörgen Randers, The Limits to Growth. A report for the Club of Rome’s project for the predicament of mankind, New York, Universe Books, 1972, trad. it. I limiti dello sviluppo, Milano, EST Mondadori, 1972 (rapporto del System Dynamics Group del Massachusetts Institute of Technology per il Club di Roma; forse il testo più noto sulla controversa “crescita zero”); D. Gabor – U. Colombo, Oltre l’età dello spreco, Milano, EST Mondadori, 1977 (quarto rapporto al Club di Roma); P. Moll, From Scarcity to Sustainability. Future Studies and the Environment: the Role of the Club of Rome, Frankfurt, 1991; D.H. Meadows, D.L. Meadows – J. Randers, Beyond the limits. Confronting global collapses. Envisioning a sustainable future, Post Mills (U.S.), Chelsea Green Publishing Co, 1992, trad. it. Oltre i limiti dello sviluppo, Milano, Il Saggiatore, 1993; W. van Dieren (a cura), Taking Nature into Account: A Report to the Club of Rome, New York, 1995; Ernst Ulrich von Weizsäcker, Amory Bloch Lovins, L. Hunter Lovins, Factor Four: Doubling Wealth, Halving Resources Use, Report to the Club of Rome, London, Earthscan, 1997 (ed. it. Fattore quattro, Bergamo, Istituto Materiali Inerti, 1997, poi Fattore 4. Come ridurre l’impatto ambientale moltiplicando per quattro l’efficienza della produzione, Roma, Edizioni Ambiente, 1998).

I dipartimenti delle istituzioni internazionali

Il movimento ambientalista e l’ecologia come richiesta, da parte dei cittadini del mondo intero, di rispetto della natura, “nascono”, con il lancio dell’Earth Day, la Giornata della Terra, nell’aprile 1970. Da allora anche le istituzioni pubbliche internazionali, ai massimi livelli di rappresentanza, si sono fatte carico dell’organizzazione di periodici convegni miranti al perseguimento di politiche ambientali, sotto la spinta di un’opinione pubblica sempre più sensibile al rischio ecologico, ma tra vari impedimenti e resistenze di singoli Stati, in primo luogo i granti inquinatori. Ricordiamo:U.N. Conference on the Human Environment, Stockholm, giugno 1972;Nord–Sud: un programma per la sopravvivenza, Milano, Mondadori, 1980, è il famoso rapporto Bradt, dal nome del presidente della commissione indipendente sui problemi dello sviluppo internazionale che lo ha elaborato (The Indipendent Commission on International Development Issues, 1980);Il futuro di noi tutti. Rapporto della commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite, Milano, Bompiani, 1988. World Commission on Environment and Development – WCED, Our Common Future, Greven, 27 aprile 1987, London, Oxford University Press, è il cosiddetto rapporto Bruntland, dal nome dell’ex primo ministro norvegese, Mrs. Gro Bruntland, che ha presieduto la commissione;IUCN, UNEP, WWF (rapporto a cura del Programma Ambiente delle Nazioni Unite, World Conservation Union e WWF), Caring for the Earth – Prendersi cura della Terra. Strategia per un vivere sostenibile, IUCN, 1991;Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro, 1992 (Carta della Terra risultata dalla conferenza, ovvero “Dichiarazione di Rio”; cfr. V. Sartogo, Dopo Rio: l’ecologia come lotta, “Giano”, 11/1992, pp. 3–11 e “Savoirs” n. 2, Une Terre en reinassance, Le Monde diplomatique, 1993);Programma di azione della Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite su popolazione e sviluppo (Programme of Action of the United Nations International Conference on Population and Development), svoltasi al Cairo nel settembre 1994 con la partecipazione di 11.000 delegati di 156 paesi;Assemblea Generale dell’ONU tenutasi a New York nel giugno 1997 relativa al resoconto ed all’attuazione concreta di quanto deciso a Rio, cinque anni dopo;Convenzione sulla biodiversità (non firmata dagli USA);Terza conferenza delle parti della convenzione quadro sui mutamenti climatici, tenutasi a Kyoto nel dicembre 1997, destinata a discutere il negoziato sulle riduzioni delle emissioni dei gas che incrementano l’effetto serra; cfr. anche V. Sartogo, Capitalismo e “bomba climatica”, “Giano”, 20/1995, pp. 147–153; Id., Cambiamenti climaticie responsabilità umane, “Giano”, 22/1996, pp. 11–17 e Winfried Lang e Christian Manhal, L’avenir de la couche d’ozone: le role du protocole de Montréal, in Strategiés énergétiques, biosphère et société, Ginevra, Georg, 1996;Documenti FAO (Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite), UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente), UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo); OMS = WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità); OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), OECD; IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change); Banca Mondiale (World Bank).

Stampa periodica

La rivista newyorkese fondata e diretta da J. O’Connor dall’ottobre 1988, “Capitalism Nature Socialism. A Journal of Socialist Ecology”, ha trovato largo seguito fra intellettuali di altri paesi che hanno creato un network di “riviste di ecologia socialista”: “Ecologia Politica – Cuadernos de Debate Internacional”, diretta a Barcellona dall’economista J. Martinez–Alier; a Parigi esce, dal 1992, “Ecologie et Politique. Science, Culture et Societé” diretta dal fisico e storico delle scienze J.–P. Deléage.”Capitalismo Natura Socialismo” – dalla quale abbiamo citato già vari articoli in particolare dello stesso O’Connor – uscì in Italia nel marzo 1991, per iniziativa di Giovanna Ricoveri, Valentino Parlato, Pierluigi Sullo. Fra i principali e più assidui collaboratori, va menzionato Giorgio Nebbia; numerosi autori, italiani e non, di rilievo – da Laura Conti e Marcello Cini a Martinez Alier, Deléage e Latouche, per nominarne solo alcuni, ma la lista sarebbe veramente lunga – hanno fornito frequentemente la propria partecipazione alla rivista. Dal 1996 la rivista ha cambiato il proprio titolo in “Ecologia Politica”; nel n. 14, luglio 1995, si trovano i sommari dei nn. 1–13 di Cns, nel n. 20–21, giugno 1997, i sommari 1995–1997 di Ep–Cns. La pubblicazione è per il momento sospesa.La rivista “il tetto”, edita a Napoli, nel numero 205–206, marzo–giugno 1998, ha pubblicato le relazioni degli studiosi intervenuti a Roma, nei giorni 12 e 13 febbraio 1998, al convegno Le Sfide dell’Ecologia Politica nel XXI Secolo, organizzato dalla Provincia di Roma e da “Ecologia Politica–Cns”; si tratta di contributi che alcuni esponenti di rilievo del pensiero ambientalista hanno elaborato per quell’occasione e costituiscono un’interessante approccio da più punti di vista, offrendo una metodica diversificata rispetto ai problemi che il movimento deve affrontare.A Bergamo vennero pubblicati, presso Pierluigi Lubrina Editore, quattro fascicoli (1990–‘91) di “Oikos. Rivista quadrimestrale per una ecologia delle idee” diretta da Enzo Tiezzi; la seconda serie, a partire dal giugno ‘97, è attualmente edita, sempre a Bergamo, da Green Time Editori per Ecoclub International.Dei quatro numeri (1991–1994) dei “Quaderni di storia ecologica” già abbiamo detto.Dalla metà degli anni ‘90 “il manifesto” pubblica una versione italiana di “Le Monde diplomatique”, come supplemento mensile. Periodicamente vi appaiono gli indici; in quello tematico figura la voce “Ambiente–sviluppo sostenibile” la cui consultazione è di grande utilità. Due dei più aggiornati contributi in materia sono: Jean–Pierre Berlan – Richard C. Lewontin, Un racket confisca la materia vivente. Il complesso genetico industriale, n. 12, dicembre 1998 e Chantal Le Noallec, Assalto ai prodotti biologici. La domanda crescente risveglia gli appetiti della grande industria, n. 3, marzo 1999.Gli interessi ecologici di “Giano” si sono via via sviluppati nel corso degli anni ‘90. Come si è detto, la rivista ha adottato dal 1994 il sottotitolo “Pace ambiente problemi globali”. Un esempio delle direzioni di ricerca più recenti è la rubrica “Il punto” contenuta in questo stesso numero di “Giano”, dedicata a Ecologia e politica. Di numerosi articoli e di intere sezioni sui singoli numeri della rivista non si dà qui conto, rimandando il lettore agli Indici decennali (1989–1998). Per fascicoli, per autori, per soggetti e temi a cura di Mario Ronchi ed Elisabetta Tuccinardi, editi sul n. 29–30/1998 e in opuscolo autonomo.

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