Primavera ad Amsterdam

Ad Amsterdam fa buio sempre più tardi, alle nove il cielo è ancora blu livido e bisogna aspettare un altro poco prima che arrivi la notte. La primavera ha riversato la gente per strada: stare all’aria aperta per gli olandesi è una specie di bisogno fisiologico. Mettono le sedie davanti alla porta di casa e si godono la serata, come ancora succede da noi al Sud, ma qui molto di più ed è un abitudine che riguarda tutti, non solo gli anziani.
Qualsiasi elemento naturale è in fiore, ci sono ciliegi tinti di rosa un po’ ovunque. Tutto sembra rinforzare l’immagine di questa città-modello che sembra sottratta alla Storia e consegnata all’immaginario.
Oggi sono stato in uno squat-sauna dove con 9 euro ho fatto la sauna, il bagno turco, preso un te’ e letto il giornale. La gente se ne sta nuda a rilassarsi e, ad esclusione del lunedi’ che la sauna e’ solo per le donne, gli altri giorni sono misti e il mercoledi’ e il venerdi’ si puo’ fumare.
Nel complesso sembra di essere la società del tempo libero. L’arte e i festival sembrano essere l’unica vera preoccupazione, l’unica cosa in cui ci si mette di impegno qui. Il tasso di nevrosi collettiva e’ infimo e al piu’ viene sfogato contro i turisti che vagano a piedi nelle sacre piste ciclabili. Gli automobilisti sono piu’ tranquilli ma se non attraversi sulle strisce si sentono in diritto di non frenare e di travolgerti, ma non si incazzano.
A volte ho la sensazione che nessuno lavori veramente, ho parlato con una ragazza che sono tre settimane che scrive payoff per la Levis, qualcuno va di tanto in tanto in ufficio a impaginare una rivista, ma soprattutto sono i parchi che attirano entusiasmo. Tutti arrivano con tovaglie, giochi e aperitivi e passano spensierati il pomeriggio.
Le donne arabe vanno in giro tutte velate e truccattissime, mentre le ragazze arabe fanno lo stesso ma stando in chiassose compagnie.
L’altro giorno sono rimasto intrappolato in una rissa di 14enni ispanici che che si sono presi a calci e a pugni per 2 minuti buoni nel parcheggio delle bici del supermercato, facendole cadere tutte tipo domino. Io avevo tutte le buste della spesa e la bici, quindi non potevo muovermi mentre vedevo uno di loro a terra pestato da tutti con pedate ben caricate. Come è iniziata, la rissa è finita improvvisamente e i ragazzetti sanguinanti, sembravano piu’ interessati a mostrare le loro ferite alle coetanee che a patire per il dolore. Si vede che anche i pugni in bocca fanno meno male ad Amsterdam.
Tornando a casa in bici ho visto un mutilato su una sedia a rotelle elettrica che superava con orgoglio, un altro tizio su una sedia a rotelle a mano. Non molto sportivo.
Aprire il conto corrente in Olanda è gratis e non ci sono spese. Internet te lo portano in due giorni con il cavo della tv.
La mia amica Ola che in questo periodo sta preparando delle bambole di pezza per la festa della Regina, mi ha tagliato i capelli.
Tuttosommato pero’, mi sto rompendo le palle.

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3 pensieri su “Primavera ad Amsterdam

  1. se è per quello, genova è la città più rissosa della terra. l’altro giorno due camerieri di un bar si menavano a sangue. poi, una fidanzata ha tirato i fiori in testa al suo tipo e si lanciavano urla da bestie al macello. pure io ho sparato addosso a un paio di tizi, si sa che sono filoamericano.

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