Mustang; Me, Earl and the dying girl; The life of others

Un po’ di film visti in questi giorni

Mustang

Un film molto bello, nei tempi, nei colori, nelle atmosfere e nelle musiche (ex Dirty three). Ispirato e ispirante.

Me earl and the dyeing girl

A tratti ghiotto a tratti struggente. Forse un po’ troppo preconfezionato per il Sundance, ma comunque memorabile. E non dimenticate: “respect for research!” 

The life of others

Stupendo. Non so dire quanto sia storicamente accurato, ma è impressionate pensarlo come qualcosa di così vicino nel tempo e nello spazio. L’aspetto più impressionate è che la storia è ispirata alle vicende personali del protagonista. Forse un po’ macchinosi i salti temporali verso la conclusione, ma il finale in sé è davvero liberatorio!

 

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Inside out

Un capolavoro assoluto. Innovativo soprattutto nella misura in cui non rappresenta una realtà per suscitare delle emozioni, ma rappresenta delle emozioni che inevitabilmente suscitano emozioni. Non si tratta nemmeno più di un film, ma quasi di una esperienza indotta.

Un po’ tipo il trattamento che subisce Alex in Arancia meccanica, però terapeutico per davvero 😀

Persepolis, il film

Finalmente ho visto Persepolis. Con grande stupore devo ammettere che mi è piaciuto addirittura di più del fumetto, che pure è uno, se non il, mio fumetto preferito. L’aggiunta delle voci, dell’animazione e delle musiche rende ancora più intensa questa storia iraniana piena di pathos e ironia.
Lo dico? Lo dico: capolavoro.

****

Anime, La foresta del pianoforte

La foresta del pianoforte è un bellissimo anime incentrato sulla complementarietà e sulla tensione del rapporto fra genio, talento e volizione. In secondo piano, ma di grande potenza emotiva, il tema dell’amicizia fra i due protagonisti.

Indiscutibile l’insegnamento: il volitivo protagonista, Syuhei, chiede al maestro (che lo ha rifiutato in favore del coprotagonista, kai, in cui il maestro ha visto la scintilla del genio) chiede se potrà mai eguagliare la bravura dell’amico e antagonista. Il maestro gli risponde che prima dovrà imparare amare la propria musica, solo allora smetterà di sentire l’esigenza di fare paragoni fra sé e gli altri. Il maestro, insomma, non risponde alla domanda diretta, ma ad una più profonda che Syuhei non sa di aver fatto, ma in cui è intrappolato: “come faccio a superare l’ansia di essere il numero uno?”

Tecnica e amore, competizione e amicizia, genio e costanza: questi gli assi su cui si intreccia l’intera storia.

Regista: Masayuki Kojima.

Visto in anteprima al Future Film Festival.